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Fotografia di matrimonio: candid o classic? Una questione di stile!

Fotografia di matrimonio: candid o classic? Una questione di stile!

Come qualsiasi settore, anche la fotografia di matrimonio è soggetta a mode e tendenze. Curiosando tra i portali specializzati, i siti Internet degli studi fotografici o i profili Instagram dei matrimonialisti, si inciampa sempre più spesso in anglicismi di grido come wedding reportage, candid photography, emotional portraits e così via.

Ma cosa significano esattamente questi termini?

Internet cambia il gusto fotografico

Facciamo un’importante premessa: i nuovi media digitali e in particolare i social media stanno cambiando radicalmente il nostro gusto all’immagine e alla narrazione. Smartphone alla mano, chiunque oggi può creare fotografie ad effetto, documentare le esperienze quotidiane, condividere frammenti di vita con amici reali o virtuali. L’immediatezza e l’impatto emozionale prevalgono sulla qualità della composizione e sul contenuto creativo: ormai siamo abituati a fruire tonnellate di immagini che banalmente ritraggono le persone affaccendate nella routine, ma che tuttavia raccontano storie e testimoniano eventi.

Cos’è il wedding reportage?

Questa tendenza si ripercuote anche sulla fotografia professionale e in particolare sui servizi matrimoniali. Lo stile reportagistico (dal verbo inglese “to report” ovvero “riportare, riferire”) mutua le sue peculiarità dalle grandi inchieste giornalistiche, che cercano di riportare alla luce la realtà dei fatti, senza filtri o costrutti. Il wedding reportage, insomma, intende catturare le scene e le atmosfere del matrimonio al naturale, senza la necessità di mettere in posa i soggetti o forzare le situazioni.

Parimenti, il termine “candid” può essere tradotto come “puro, schietto, onesto, sincero, veritiero” e si riferisce al genere fotografico che privilegia la ripresa di emozioni autentiche e azioni spontanee; si contrappone allo stile “classico” e “più statico” dei servizi matrimoniali tradizionali, che invece si incentrano sui ritratti posati e sull’orchestrazione delle scene.

L’aggettivo “emotional”, infine, mette l’accento sul potere di seduzione e suggestione delle immagini, sulla loro capacità di trasmettere sentimento, suscitare empatia e commuovere l’animo. Si tratta di fotografie cariche di significato, magnetiche, estremamente comunicative, che catturano non tanto per la sofisticazione estetica ma piuttosto per la forza espressiva.

L’album di nozze tradizionale

Anche la concezione e l’impaginazione degli album di nozze sono cambiate per adattarsi ai nuovi stili fotografici. Poiché rappresentano scene uniche, costruite ad arte e significanti di per sé, i ritratti posati vengono valorizzati soprattutto se fruibili singolarmente (l’occhio è libero di perdersi nei dettagli curati dell’immagine); si adattano quindi maggiormente agli album fotografici tradizionali, che prevedono la stampa fine-art dei singoli scatti, poi ordinati e incollati uno per uno internamente alle pagine. Il formato dell’album può essere scelto tra i più disparati a seconda che si preferisca: 1) assecondare le proporzioni originali delle immagini (3:2 per il taglio orizzontale o landscape oppure 2:3 per quello verticale o portrait); 2) favorire la composizione intervallando fotografie singole a serie di 2-4 immagini distanziate da spazi bianchi (a questo scopo, il formato quadrato ha avuto un certo successo in passato, ma oggi risulta forse un po’old style).

Il fotolibro per il wedding reportage

Il genere reportagistico, invece, mette al centro la narrazione e ottiene la massima resa con una sequenza di scatti. Il fotolibro, che viene impaginato graficamente a computer prima della stampa combinando immagini diverse per dimensione (la disposizione “a incastro” ricorda Tetris o un puzzle), si presta a uno storytelling di impatto: ogni tavola (le due pagine affiancate del libro aperto) racconta un preciso momento del matrimonio grazie al patchwork di fotografie, che vengono disposte secondo un flusso visivo ordinato e continuo. Per favorire la narrazione, il formato rettangolare orizzontale dell’album (ad esempio, con dimensioni 33×25 cm oppure 40×30 cm) è sicuramente il più adatto, perché permette lo sviluppo di vere e proprie “strisce di immagini” con l’occhio che scorre da sinistra a destra per cogliere la visione di insieme.

Wedding Reportage Fotolibro
Un esempio di impaginato all’interno di un fotolibro

Ritratti in posa: qualcuno serve!

Chiarite le differenze sostanziali tra servizio classico e wedding reportage, bisogna ricordare che qualsiasi album, indipendentemente dallo stile, dovrebbe comunque contenere alcune foto “di rito” (ad esempio, gli sposi con i genitori davanti all’altare oppure i gruppi di parenti stretti) e qualche scatto di coppia. In questi casi, anche il più intransigente matrimonialista candid dovrà “dirigere” la costruzione dello scatto disponendo i soggetti oppure sarà costretto a suggerire alcune semplici pose “rompighiaccio” chiedendo ai neo-consorti un tenero abbraccio o un audace morso sul collo!

Wedding reportage: foto di coppia
Anche con marito e moglie in posa, la candid photoggraphy mette l’accento sulla risata spontanea

 

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